La Concordia verso Genova

 

Riccardo Chiari, ROMA, 30.6.2014 “Il Manifesto”

Ambiente. Il governo dà il via libera al piano di Costa Crociere. Sei giorni di viaggio, con forti rischi di inquinamento

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Il relitto della nave crociera

 

Il gigan­te­sco relitto della Costa Con­cor­dia sarà rimor­chiato per almeno cin­que, sei giorni attra­verso l’Arcipelago toscano, pas­serà nel brac­cio di mare fra l’isola di Capraia e la Cor­sica, e final­mente arri­verà a Genova per essere sman­tel­lato. La deci­sione finale è stata presa dal con­si­glio dei mini­stri, che ha dato il via libera al piano pre­di­spo­sto da Costa Cro­ciere. Non senza pole­mi­che, viste le con­di­zioni gene­rali della nave da cro­ciera rima­sta semi som­mersa per un anno e mezzo, e da ulte­riori dodici mesi in attesa del rigalleggiamento.

La deci­sione del governo era nell’aria, dopo che la set­ti­mana scorsa in con­fe­renza dei ser­vizi tutte le ammi­ni­stra­zioni nazio­nali, gli enti locali liguri e anche il comune del Giglio, l’Arpa Toscana e la Asl di Gros­seto ave­vano dato il loro ok al tra­sfe­ri­mento della Con­cor­dia dall’isola del Giglio a Genova. Sia pure con una serie di pre­scri­zioni ancora più strin­genti di quanto pro­get­tato dalla com­pa­gnia navale: dal sistema di recu­pero dei pro­dotti oleosi, con­si­de­rato insuf­fi­ciente, al soste­gno di almeno cin­que navi per la pre­ven­zione del pro­ba­bile inqui­na­mento marino.

Gli unici due voti con­trari erano arri­vati dalla regione Toscana e della pro­vin­cia di Gros­seto, pronti a rile­vare che il traino di un relitto lungo quasi 300 metri sarà una ope­ra­zione deli­ca­tis­sima e mai ten­tata prima, e che quindi sarebbe stato pre­fe­ri­bile rimor­chiare la Con­cor­dia nel ben più vicino porto di Piom­bino, distante appena una gior­nata di navi­ga­zione. Invece per Costa Cro­ciere, che ha sede pro­prio a Genova, solo le strut­ture por­tuali del capo­luogo ligure pos­sono offrire la con­di­zioni di uno sman­tel­la­mento in sicurezza.

Va da sé che die­tro que­sta scelta ci sono anche con­creti inte­ressi eco­no­mici, subito rile­vati dal con­tra­riato pre­si­dente toscano Enrico Rossi: “Sul quo­ti­diano Cor­riere Fio­ren­tino si è fatto capire la deci­sione è avve­nuta per­ché Genova vuol dire Ter­mi­nal San Gior­gio; vuol dire Sai­pem che è con­trol­lata dal mini­stero del tesoro e da Cassa depo­siti e pre­stiti, e col­la­bora da anni con Fin­can­tieri. Quindi si è scelto per ragioni diverse da quelle ambien­tali”. Del resto le spese per il tra­sfe­ri­mento a Genova e per lo sman­tel­la­mento, quan­ti­fi­ca­bili in un cen­ti­naio di milioni di euro, saranno inte­ra­mente pagate da Costa Crociere.

Per certo comun­que le ope­ra­zioni di rigal­leg­gia­mento e di traino della Con­cor­dia dal Giglio alla Ligu­ria, fis­sate in un lasso di tempo che va dal 13 luglio al 10 ago­sto pros­simi, saranno moni­to­rate da cen­ti­naia di occhi elet­tro­nici e dalle asso­cia­zioni ambien­ta­li­ste, che come Legam­biente sono molto per­plesse. “Segui­remo lo spo­sta­mento della Con­cor­dia per mare e per cielo – ha avver­tito il neo pre­si­dente di Green­peace Ita­lia, Andrea Pur­ga­tori — e siamo pre­oc­cu­pati da un viag­gio durerà 6–7 giorni con rischi molto grossi”. “In quel lasso di tempo — insi­ste anche Enrico Rossi — le pre­vi­sioni meteo diven­tano inaf­fi­da­bili. E’ pos­si­bile un evento non pre­vi­sto come un fortunale”.